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Come preparare la vostra escursione selvaggia nelle gole dell'Infernaccio?

27/08/2025
Come preparare la vostra escursione selvaggia nelle gole dell'Infernaccio?
Scoprite la guida completa per la vostra escursione selvaggia nelle gole dell'Infernaccio. Canyon spettacolare dei Sibillini

Lo sapevate che le gole dell'Infernaccio sono state modellate nel corso di millenni dal fiume Tenna, dando vita a uno dei canyon più spettacolari dei Monti Sibillini? Questo gioiello naturale attira ogni anno migliaia di avventurieri, ma in molti si trovano impreparati di fronte alle sfide di un percorso tanto impegnativo. Forti della nostra esperienza in Umbria, Villa Allegria vi accompagna da Foligno alla scoperta di questo straordinario sito delle Marche. Questa escursione autentica richiede una preparazione accurata per essere vissuta appieno e in totale sicurezza.

Le gole dell'Infernaccio in pochi punti chiave:

  • Arrivate entro le 10:00 al parcheggio Valleria per assicurarvi un posto, soprattutto nei weekend estivi e durante il ferragosto
  • Dotarsi di scarpe da trekking con ramponi e di un casco (obbligatorio nei passaggi stretti per proteggersi dalla caduta di sassi)
  • Prevedete almeno 4 ore per l'andata e ritorno completo fino all'Eremo di San Leonardo (7 km, 387 m di dislivello positivo)
  • Rispettare i gruppi limitati e mantenere il silenzio obbligatorio nelle gole, come previsto dal regolamento del Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Organizzare la partenza per un'escursione selvaggia nelle gole dell'Infernaccio

Pianificare l'accesso da Montefortino alle gole

L'accesso alle gole dell'Infernaccio inizia nel comune di Montefortino, immerso nella provincia di Fermo. Dal paese, occorre raggiungere la frazione di Rubbiano, punto di partenza strategico per la vostra avventura. Gli ultimi 2 chilometri fino al parcheggio Valleria si percorrono su una strada sterrata, particolarmente stretta negli ultimi 500 metri. Questa pista tortuosa mette già alla prova le vostre doti di guida e anticipa il carattere selvaggio del luogo.

Una delle sfide principali resta la limitata disponibilità di parcheggio. In estate, i fine settimana vedono affluire centinaia di escursionisti, con la rapida saturazione dell'area sosta. Arrivare prima delle 10:00 diventa imprescindibile per assicurarsi un posto, soprattutto durante il ferragosto, quando le presenze raggiungono il picco massimo.

Per i camperisti, l'Area Sosta Sibilla a Montefortino offre una pratica alternativa con servizi completi (acqua, elettricità, wifi). Da qui potrete organizzare con tranquillità la vostra partenza mattutina verso le gole.

Da sapere: Sono disponibili servizi di guida privata per chi preferisce un'esperienza accompagnata. Le escursioni private hanno un costo di 250€ per gruppi fino a 15 persone, con guide multilingue che parlano italiano, inglese e spagnolo. La formula mezza giornata include il pranzo all'agriturismo «Il Borghetto» (partenza ore 9:00, rientro ore 15:00). Per prenotare, contattare il 0736 980566.

Attrezzatura obbligatoria per questa escursione selvaggia all'Infernaccio

La natura incontaminata delle gole dell'Infernaccio impone una dotazione adeguata. Le scarpe da trekking con ramponi rappresentano la prima protezione contro le scivolate, particolarmente insidiose sulle rocce umide del percorso. Senza questa precauzione elementare, si rischiano incidenti e difficoltà, soprattutto in discesa, quando la stanchezza amplifica i pericoli. Un casco protettivo è obbligatorio nei tratti più stretti, come riparo dalla caduta di sassi (disponibile a noleggio in alcuni negozi di articoli sportivi a Montefortino).

Le celebri «Pisciarelle» — le cascate naturali a goccia create dalla particolare morfologia del versante del Monte Zampa — producono un vero effetto doccia all'inizio del percorso e richiedono indumenti impermeabili (anche d'estate, a causa dei corsi d'acqua perenni). Sono numerosi gli escursionisti che escono fradici da questa prima prova, compromettendo il proprio comfort per il resto della giornata.

Portate con voi acqua e spuntini in quantità sufficiente. Non esistono servizi lungo i 7 chilometri del percorso, e l'unico punto d'acqua disponibile si trova davanti all'Eremo di San Leonardo. Una lampada frontale completa utilmente la vostra dotazione per le partenze mattutine o in caso di rientro tardivo su sentieri privi di illuminazione. Portate anche un fischietto di emergenza per segnalare la vostra posizione in caso di necessità (la copertura di rete è limitata all'interno delle gole).

Esplorare le gole dell'Infernaccio: escursione selvaggia passo dopo passo

Primo tratto delle gole: l'ingresso in un mondo minerale

Il sentiero E9 del CAI, classificato di livello Escursionistico (con una variante EE per Escursionisti Esperti sull'attraversamento completo di 14,9 km verso Frontignano in 7 ore), inizia con una discesa di 700-800 metri in 15 minuti dal parcheggio Valleria. Questo primo tratto vi immerge immediatamente nell'atmosfera unica del luogo, con le Pisciarelle. Queste cascate a goccia, generate dalla particolare morfologia del versante del Monte Zampa, offrono una rinfrescante doccia naturale particolarmente apprezzata in estate.

Il passaggio sul ponte in legno sul fiume Tenna segna il vostro ingresso ufficiale nelle gole. Subito dopo, vi attende una grotta naturale, primo banco di prova della vostra agilità su questo percorso impegnativo. Il tunnel artificiale visibile sulla destra, chiuso da una cancellata metallica, testimonia i vecchi passaggi per il bestiame e i mezzi forestieri che un tempo transitavano per questa via naturale.

Il cuore delle gole dell'Infernaccio: tra pareti vertiginose

I 45 minuti successivi costituiscono il momento più intenso della vostra escursione selvaggia nelle gole dell'Infernaccio. Su circa 1 chilometro di ripida salita tra pareti rocciose sempre più ravvicinate, vi muovete tra pareti calcaree che a tratti si stringono fino a formare passaggi angusti e mozzafiato. Questa sezione tecnica mette a dura prova le gambe, mentre lo spettacolo geologico toglie il fiato.

Il microclima delle gole crea un'atmosfera unica: la temperatura scende di 3-5 gradi rispetto alle zone aperte, e l'umidità costante alimentata dal corso d'acqua favorisce una vegetazione lussureggiante. Muschi, felci e piante rupicole colonizzano ogni anfratto, dando vita a un ecosistema preservato dove nidificano rapaci e piccoli mammiferi.

Questo millenario lavoro di erosione del fiume Tenna ha creato un passaggio naturale tra le valli del Nera (affluente del Tevere) e del Tenna (che sfocia nell'Adriatico), affascinante testimonianza della potenza degli elementi naturali.

Consiglio per escursionisti esperti: Diverse varianti di itinerario si offrono ai camminatori più allenati. L'escursione completa E9 Rubbiano-Frontignano totalizza 15 km in 4 ore. Un'estensione verso la Cascata Nascosta è possibile dal sentiero principale. L'itinerario verso Capotenna, alle sorgenti del Tenna, è attualmente chiuso per rischio di caduta massi.

L'Eremo di San Leonardo: rifugio spirituale a 1128 metri di quota

Dopo lo sforzo intenso nelle gole, una salita più dolce di 30 minuti su 1,5 km attraverso la faggeta conduce all'Eremo di San Leonardo. Questa foresta di faggi secolari offre un contrasto stridente con la mineralità delle gole, spettacolare soprattutto in autunno, quando il fogliame si accende di colori fiammeggianti.

L'eremo, arroccato a 1128 metri di quota, racconta una storia affascinante. Padre Pietro Lavini, soprannominato "l'eremita dei Sibillini", ha ricostruito con le proprie mani questo antico monastero benedettino a partire dal 1971. Per 48 anni (fino al 2019), questo frate cappuccino ha accolto pellegrini ed escursionisti in questo luogo di pace.

Purtroppo, il terremoto dell'agosto 2016 ha gravemente danneggiato l'edificio. I sentieri furono chiusi immediatamente dopo, riaperti il 2 dicembre 2017, poi nuovamente chiusi il 20 dicembre 2017, per essere definitivamente riaperti il 13 aprile 2018 dal comune di Montefortino e dal consorzio Tennacola. Attorno all'eremo è stato installato un perimetro di sicurezza: la struttura è attualmente chiusa al pubblico in attesa di lavori di restauro. La vista panoramica sui Monti Sibillini da questo sperone resta tuttavia accessibile e giustifica ampiamente i 387 metri di dislivello percorsi.

Gestire il rientro in sicurezza dalla vostra escursione nelle gole

La discesa richiede una vigilanza ancora maggiore. Dopo lo sforzo della salita e la contemplazione all'eremo, le gambe stanche devono affrontare con prudenza i passaggi rocciosi resi scivolosi dall'umidità costante. Le statistiche sugli incidenti dimostrano che la maggior parte avviene al ritorno, quando la concentrazione si allenta.

  • Prendetevi il tempo necessario nei passaggi tecnici, soprattutto all'altezza delle Pisciarelle
  • Utilizzate i corrimano laddove presenti per mettere in sicurezza la progressione
  • Mantenete una distanza di sicurezza dagli altri escursionisti per evitare la caduta di sassi
  • Rispettate scrupolosamente la segnaletica E9 del CAI senza avventurarvi fuori dal sentiero
  • Tenete d'occhio l'orario per evitare di essere sorpresi dal buio su questi sentieri non illuminati

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini impone regole severe: obbligo di rimanere sui sentieri segnalati, gruppi limitati con silenzio obbligatorio, distanza di 2 metri tra escursionisti (mascherina in caso di avvicinamento necessario), cani al guinzaglio, divieto di fuochi e di campeggio libero. Queste misure mirano a preservare questo ambiente naturale eccezionale garantendo al contempo la sicurezza dei visitatori.

Le condizioni meteorologiche possono trasformare rapidamente questa escursione in una trappola. In inverno, neve e ghiaccio impongono ciaspole o ramponi a seconda delle condizioni, senza alcuna pulizia né manutenzione invernale dei sentieri. In caso di condizioni instabili, non esitate mai a tornare indietro: le gole strette diventano pericolose in assenza di visibilità.

Esempio pratico: Marco, escursionista esperto di Roma, ci racconta la sua esperienza del febbraio 2023: "Partiti alle 9:00 da Rubbiano con le ciaspole, abbiamo impiegato 2 ore e mezza per raggiungere l'eremo a causa della neve fresca. Al ritorno, con il calo della temperatura, le Pisciarelle si erano trasformate in una cascata di ghiaccio. Senza ramponi di riserva, saremmo rimasti bloccati. Il telefono non prendeva per chiamare i soccorsi. Fortunatamente, la nostra attrezzatura completa ci ha permesso di rientrare sani e salvi alle 16:00."

Dopo questa immersione nella natura selvaggia delle Marche, ritrovate il comfort e la serenità della vostra casa vacanze. La nostra proprietà a Foligno rappresenta la base ideale per esplorare le meraviglie naturali del centro Italia, dalle gole dell'Infernaccio alle Cascate delle Marmore. Con i suoi 10 posti letto di alto livello, la piscina riscaldata e gli spazi relax, Villa Allegria vi permette di recuperare pienamente tra un'avventura e l'altra, potendo contare sulla nostra competenza locale per pianificare le vostre prossime scoperte in questa regione autentica d'Italia.